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Newsletter CRI aprile-2 Flipbook PDF

Newsletter CRI aprile-2


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NEWSLETTER

APRILE 2021

CROCE ROSSA ITALIANA

@CROCEROSSA_SCHIO @CROCEROSSASCHIO

PAGINA 1 | NEWSLETTER APRILE

SALUTO DAL COMITATO MARCO MALFATTI

Un articolo discute di notizie attuali o recenti di interesse generale (nel caso dei quotidiani) o su un argomento specifico (nel caso di riviste di politica o finanza, newsletter o siti di tecnologia). Un articolo può includere resoconti di testimoni oculari dell'evento in corso. Può contenere fotografie, resoconti, statistiche, grafici, ricordi, interviste, sondaggi, dibattiti sull'argomento, ecc. Si possono utilizzare dei titoli per attirare l'attenzione del lettore su una specifica parte dell'articolo (o la più importante). L'autore può anche fornire fatti e informazioni dettagliate rispondendo a domande generali implicite quali chi, cosa, quando, dove, perché e come. È utile aggiungere anche citazioni con relativi riferimenti. Si può fare riferimento alle persone anche tramite resoconti scritti di interviste e dibattiti che confermano la fattualità delle informazioni fornite dall'autore e l'affidabilità delle sue fonti. L'autore può usare la tecnica del reindirizzamento per assicurarsi che il lettore continui a leggere o per attirare la sua attenzione su altri articoli. Ad esempio, frasi come "Continua a pagina 3" reindirizzano il lettore alla pagina in cui l'articolo continua.

PAGINA 2 | NEWSLETTER APRILE

OBIETTIVO SALUTE STEFANO MOGENTALE

17.000 è il numero di mascherine che sono arrivate in sede nel corso di questo particolare anno: un dispositivo che fino a 12 mesi fa vedevamo tra le nostre dotazioni in ambulanza ma che in pochi avevano utilizzato, e che ora fa parte della nostra vita quotidiana. Questo é stato un anno dove abbiamo visto scomparire quasi totalmente le tradizionali attivitá di assistenza sanitaria (eventi pubblici, gare sportive etc...) e in cui ci siamo adeguati alle più disparate richieste. Esse sono state talmente numerose che a volte non abbiamo nemmeno avuto il tempo di valutarne la fattibilità, perché necessitavano di risposta immediata oppure perché cambiavano o venivano annullate dopo pochi giorni. Nonostante ció siamo stati in grado di dare sempre risposta positiva. E´ cambiata anche la formazione in presenza del personale volontario,che è stata sostituita da lezioni online. Nonostante ció siamo riusciti a portare a termine un corso TSSA con 19 nuovi soccorritori, un corso per autista di ambulanza dove abbiamo formato 11 nuovi autisti, ed è stata anche conclusa la formazione del nostro primo istruttore FullD (Rianimazione cardio polmonare con uso del defibrillatore semiautomatico). Con l’inizio del 2021 siamo partiti con un nuovo progetto in collaborazione con il Comune di Schio che ci vede impegnati nella gestione e controllo dei defibrillatori presenti nelle palestre, strutture e luoghi pubblici, progetto che sta crescendo e che ci vedrà impegnati sicuramente per i prossimi anni. Siamo da poco ripartiti con la formazione per i soccorritori e partiremo a breve anche con una formazione sul primo soccorso ai volontari che non hanno la qualifica di soccorritore. Per concludere nei prossimi mesi alcuni volontari affronteranno il percorso per diventare monitori di primo soccorso ed altri per diventare istruttori FullD.

PAGINA 3 | NEWSLETTER APRILE

OBIETTIVO SOCIALE CRISTINA SCIASCIA

L´obiettivo Strategico 2 vede impegnati i volontari di Croce Rossa nell’area sociale. È un settore molto ampio e in continua evoluzione, che vuole rispondere alle esigenze di aiuto delle persone più fragili e vulnerabili del nostro territorio. Le attività “classiche” dell’area riguardano la preparazione e la consegna dei pacchi viveri alle famiglie bisognose, l’approvvigionamento dei viveri, l’accompagnamento di persone sole per piccole incombenze, l’attività ricreativa presso case di riposo. Ovviamente, la pandemia COVID ha condizionato anche l’attività sociale ed ha stoppato taluni servizi per le necessarie restrizioni, ma ne ha fatti nascere di nuovi. Tra i più significativi va citato il servizio di compagnia telefonica, nato durante il primo lockdown, con l’intento di mitigare il peso della solitudine dovuta all’isolamento forzato. I volontari del Comitato hanno istituito il servizio “Chiacchieriamo?”, a disposizione di chiunque abbia voglia di “fare do ciacole”. E come non ricordare la recente esperienza di una nostra volontaria, che ha trascorso 5 settimane sulle navi ove soggiornano i migranti in quarantena, al largo delle coste siciliane. Dal suo racconto traspare il carico emotivo che questo servizio comporta per i rapporti umani che ci si trova a vivere nei quali la sofferenza delle persone è tangibile. Altro impegno fondamentale è stato – ed è tuttora - il servizio di consegna a domicilio di spesa e farmaci per tutti coloro che abbiano problemi di mobilità o mancanza di aiuto familiare. Allo scopo, è stato attivato il numero di telefono 0445-691442, in collaborazione con il Comune di Schio, da chiamare al mattino per le prenotazioni. Per gli altri Comuni di nostra competenza (Valli del Pasubio, Torrebelvicino, Monte di Malo, Santorso, Piovene Rocchette, San Vito di Leguzzano) è attivo il numero 393-9147526 del Comitato. La spesa viene fatta dai nostri volontari presso il negozio di quartiere del richiedente nelle giornate del martedì e del venerdì e consegnata a domicilio, anche per famiglie in quarantena o positivi COVID.

Le consegne dei farmaci comprendono ovviamente anche il ritiro dei farmaci presso le farmacie o della ricetta presso i medici di base. Il lavoro per i nostri volontari non manca mai, ma è sempre garantito un sorriso, anche dietro la mascherina!

PAGINA 4 | NEWSLETTER APRILE

OBIETTIVO EMERGENZE ELVIO FABRIS

Una delle attività di competenza dell’Obiettivo Strategico 3 è la risposta efficace alle esigenze della popolazione in caso di calamità e la gestione logistica di eventi che vedono coinvolte un gran numero di persone. Nella nostra realtà, oltre a svolgere corsi volti alla preparazione dei singoli volontari in caso di attivazione in ambiti emergenziali, abbiamo a disposizione del materiale e delle attrezzature da mettere in campo nel momento in cui ci si trova a operare in situazioni di emergenza come organo di protezione civile o nella gestione dei grandi eventi che richiedono strutture provvisorie volte a rispondere ad esigenze logistiche e sanitarie. Per garantire una risposta tempestiva ed efficace, personale, mezzi e materiali devono sempre essere nelle condizioni ottimali per poter essere utilizzati. Per raggiungere questo obiettivo, nel nostro Comitato è presente una squadra di giovani competenti e preparati che gestiscono il nostro materiale logistico (gazebi, brandine, apparati radio ed elettrici…), mantenendo quindi sempre il materiale operativo. Il gruppo della logistica si è occupato di recente del trasloco, del ripristino dei materiali danneggiati e di fondamentale importanza, della catalogazione di tutto il materiale associato all’ubicazione per rendere il più possibile funzionale il ritiro in caso di bisogno.

PAGINA 5 | NEWSLETTER APRILE

Da un anno, però, a causa dello svilupparsi della pandemia, sono ritornata a Schio dove sono entrata a far parte del Comitato locale. Ho iniziato il mio percorso in CRI con l’obiettivo di ampliare le mie competenze in caso di emergenza, concentrandomi soprattutto sul migliorare la mia empatia. Mi piacciono le sfide, ed è anche per questo che ho accettato ben volentieri di collaborare nella gestione del magazzino di Area 3”.

Chi siamo? “Noi siamo Sonia, 33 anni, ingegnere biomedico, e Giuliano, 35 anni, operaio: entrambi lavoriamo in una azienda che produce dispositivi medici ed entrambi siamo volontari in Croce Rossa dall'età di diciotto anni. Grazie alla CRI, ci siamo conosciuti (soccorrendo un povero motociclista!) e dopo qualche anno abbiamo creato la nostra famiglia. Ci siamo trasferiti da quasi due anni in questo Comitato, ma siamo di origini liguri, arriviamo infatti da Pieve di Teco, in provincia di Imperia. Anche se abbiamo due bimbi piccoli da gestire, abbiamo comunque accettato con entusiasmo e voglia di migliorarci questo compito offertoci dal referente OS 3”. “Mi chiamo Francesca, ho 25 anni e la mia vita si alterna tra Schio e Trento. Schio è la città in cui sono nata, cresciuta e dove vivo. Trento è la città in cui invece studio; frequento, infatti, l’ultimo anno di Laurea Magistrale in Ingegneria ambientale, con specializzazione in Protezione Civile e Difesa del Suolo. E’ proprio a Trento che tre anni fa ha avuto inizio il mio percorso all'interno di Croce Rossa.

“Io sono Diego, ho 36 anni e sono un Perito Elettrotecnico e Telecomunicazioni; lavoro in una ditta che si occupa di costruzioni elettriche, elettroniche e del settore automazione industriale dove eseguo impianti per macchine confezionatrici. La mia compagna e io siamo volontari nel Comitato CRI di Schio dove nel 2015 abbiamo iniziato il nostro percorso; impiego il mio tempo fra lavoro, famiglia, teatro e, naturalmente, Croce Rossa. Nel 2017, la Croce Rossa mi ha dato la possibilità di frequentare il corso Operatore TLC per ampliare le mie conoscenze e attualmente sono il referente TLC del nostro Comitato. Mi attirano le sfide difficili perché, se vinte, danno tante soddisfazioni e insieme al gruppo di lavoro dell’OS 3 stiamo cercando di migliorarci su più fronti, consapevoli della grande difficoltà che tutti stiamo affrontando in questo momento difficile, ma con tanta voglia di fare insieme perché da soli non siamo nessuno, insieme invece siamo una squadra che può raggiungere molti obiettivi”. Tutti abbiamo accettato la sfida con entusiasmo, ci troviamo regolarmente per la verifica del materiale, siamo a disposizione del Comitato nel caso in cui servisse un supporto logistico per particolari servizi. Stiamo già pensando a esercitazioni sia a livello locale che su più ampia scala al fine di porre le basi per una solida collaborazione tra le diverse realtà del territorio. Siamo una squadra forte ed unita, competente e che cerca di essere pronta per le situazioni che si possono venire a verificare.

PAGINA 6 | NEWSLETTER APRILE

UUCC VENETO BARBARA LIUSSI

Buongiorno, ci presentiamo: siamo le UUCC VENETO (Unitá Cinofile da Soccorso)! Per molti anni, in Veneto, c’è stato un solo gruppo cinofilo, a Treviso, ma dal 2016 anche il Comitato di Schio è divenuto sede di un gruppo. I due gruppi si sono infatti “fusi” divenendo Unità Cinofile Regionali Veneto, pur mantenendo le proprie sedi logistiche e operative, in previsione di una risposta il più rapida possibile in caso di emergenza. Un passo importante questo, che dà risalto e valore al lavoro di squadra, senza il quale non è possibile operare in caso di intervento reale.

Ma cosa significa essere Unità Cinofile da Soccorso? Si cammina sempre in due, cane e conduttore: entrambi devono imparare cosa fare e come muoversi, e ben si sa che le fasi e i tempi di apprendimento possono essere assai diversi tra loro, ma alla fine si deve arrivare fianco a fianco; e il cammino poi prosegue, sempre. Ci si addestra con qualsiasi tempo, sotto la pioggia battente, nel vento e nella nebbia, con la neve e con il ghiaccio, con il freddo e con il caldo; ci si addestra in campo, nel bosco, in montagna, in campagna, lungo i fiumi, sulle macerie. Ruderi e forti diroccati ci aiutano a fare nuove e continue esperienze. Ci si addestra in squadra, ci si aiuta, si cresce assieme, si impara guardando gli altri e mettendosi continuamente in gioco; ci si addestra da soli, guardando dentro se stessi, prendendo per mano e superando i propri limiti; non solo cani, anche cartografia, GPS, messa in sicurezza, protocolli e procedure di intervento. Quanto dura l’addestramento delle UUCC da soccorso? Dedicando almeno 3 incontri al mese per le attività con il cane, aggiungendo un paio di incontri al mese per tutte le altre attività, si potrebbe quantificare il tempo necessario in circa 2 anni di costante impegno formativo per arrivare alla prima operatività. Arrivare al brevetto non significa però essere arrivati alla meta, non vuol dire rallentare i ritmi e i livelli addestrativi: significa continuare il cammino, continuare gli addestramenti con gli stessi standard di impegno, proprio perché siamo stati formati come Unità Cinofile da Soccorso.

PAGINA 7 | NEWSLETTER APRILE

L’Obiettivo Strategico 4 si propone di diffondere e promuovere il Diritto Internazionale Umanitario, i principi fondamentali e i valori umanitari propri della Croce Rossa, nonché di favorire la cooperazione internazionale.

In particolare, l’OS 4 vuol far conoscere il D.I.U. (insieme delle norme che regolano i rapporti tra gli Stati durante i conflitti armati con lo scopo di proteggere le persone che non prendono o non prendono più parte alle ostilità e porre limiti all’impiego dei mezzi e metodi di guerra), promuovere la tutela dell’emblema e divulgare l’insieme delle regole da seguire quando ci si trova a portare soccorso su un territorio diverso dal nostro a fianco di altre Organizzazioni e Agenzie. A tal proposito, nello specifico, l’OS 4 si occupa della formazione del personale C.R.I. allo scopo di far acquisire i valori fondamentali della nostra Associazione; organizza, inoltre, incontri divulgativi presso le scuole e la popolazione civile. Purtroppo, gli eventi di quest’ultimo anno, legati all’emergenza sanitaria Covid – 19, hanno ridotto l’azione conoscitiva e divulgativa, che si è limitata solo alla formazione e alla preparazione dei nuovi volontari di Croce Rossa durante il Corso Base di accesso alla nostra Associazione.

DIRITTO INTERNAZIONALE UMANITARIO RITA ROSA

PAGINA 8 | NEWSLETTER APRILE

OBIETTIVO GIOVANI CARLO SCORTEGAGNA

Con la pandemia i Giovani della CRI purtroppo sono stati una categoria fortemente colpita, visto che le nostre attività nelle scuole sono state sospese. Grazie ai volontari temporanei che ci hanno aiutato molto durante i servizi nella primavera scorsa siamo riusciti ad avvicinare tanti giovani alla nostra realtà. Con i corsi base fatti quest’inverno abbiamo avuto un buon numero di volontari per riuscire ad organizzare due Percorsi Gioventù, uno a dicembre e uno a gennaio. Il Percorso Gioventù è un corso propedeutico per accedere ai corsi successivi più mirati. Recentemente siamo venuti a conoscenza che una nostra volontaria, Sofia Scortegagna che ha passato la selezione regionale del Peace Camp che si terrà in Germania quest’estate, ora siamo in attesa della selezione nazionale.

PAGINA 9 | NEWSLETTER APRILE

Organizzazione e Volontari, sono queste le nuove parole chiave per descrivere l'operato dell'Obiettivo Sviluppo e Comunicazione della CRI. E' l'area collante per la vita del comitato: Si va dai corsi base, con il reclutamento di nuovi volontari, alla comunicazione esterna, passando per la gestione della comunicazione interna, il foundraising, la pubblicità tramite i social e la gestione di progetti e servizi erogati alla popolazione. A Schio l'Obiettivo 6 è composto da alcuni giovani volontari che si occupano della gestione dei social network, del sito internet e dell'infrastruttura informatica della sede, sempre bisognosa di migliorie per stare al passo con i tempi. Recentemente, con l'ingresso dei nuovi volontari, la squadra di lavoro si è arricchita di ulteriori competenze; ad esempio la realizzazione della newsletter che avete letto e alcuni nuovi progetti che vi presenteremo prossimamente. Sempre sotto l'obiettivo sviluppo si categorizzano i corsi di accesso per diventare volontari di CRI. Con la pandemia le abitudini e le certezze sulla formazione sono state completamente stravolte e subito ci siamo attivati per riuscire comunque a svolgere i corsi in piena sicurezza e nel rispetto dei vari DPCM. Durante le fasi iniziali di pandemia, nel primo lockdown, il Comitato Nazionale ha attivato la possibilità di svolgere volontariato "temporaneo" in CRI e la zona di Schio ha visto arruolati temporaneamente XX volontari. A fine 2020 è stato riproposto il tradizionale corso di accesso, svolto però in modalità "a distanza", con l'ingresso definitivo di XX volontari. Nel 2021, consolidata la modalità online abbiamo iniziato con il reclutamento di ulteriori XX aspiranti volontari tuttora in formazione.---CONTINUA--------

SVILUPPO E COMUNICAZIONE ANDREA BALLARIN "Essere una Società Nazionale forte significa essere capace di prevenire e affrontare in modo efficace le vulnerabilità delle comunità. La costruzione di una Società Nazionale forte passa attraverso una crescita sostenibile, volta a garantire livelli sempre più elevati di efficacia, efficienza e integrità delle attività operative e dei processi di gestione, accountability nei confronti dei beneficiari e di chi sostiene le nostre attività, nonché il rafforzamento e lo sviluppo della nostra rete di volontari."

PAGINA 10 | NEWSLETTER APRILE

INTERVISTA A LISA IN SERVIZIO A LAMPEDUSA LISA VICENTINI

Lisa è una di noi, una ragazza di 26 anni che studia Antropologia, Religioni e Civiltà Orientali. E’ in Croce Rossa da un anno e a ottobre 2020 è partita per un’esperienza che lascia il segno. Per un mese si è imbarcata sulle navi quarantena al largo di Lampedusa dove la Croce Rossa gestisce l’assistenza e la sorveglianza sanitaria dei migranti soccorsi nel Mediterraneo. Infatti, circa un anno fa, da quando è stato dichiarato lo stato di emergenza legato al coronavirus, è stata attivata la presenza sulle coste siciliane di alcune navi passeggeri per ospitare a bordo ragazzi, uomini, donne, nuclei familiari, al fine di essere isolati per il periodo di quarantena obbligatorio all’arrivo in Italia. Lisa ha deciso di condividere con noi quello che ha portato a casa con lei, in una chiacchierata tra amici. Come mai sei partita? L’interesse personale mi ha da sempre predisposta a una forte apertura alla conoscenza delle culture diverse dalla mia, alla passione per le lingue, al sostegno dell’accoglienza e dell’integrazione, quindi il tema delle migrazioni è qualcosa a cui sono sensibilmente legata. Quando ho saputo della richiesta di disponibilità di volontari per il servizio sopra citato, ho sentito subito che dovevo partire. Stavo passando, come molti, un periodo difficile, e quello era il momento giusto per incanalare le energie in una direzione positiva, il posto giusto in cui offrire il mio contributo.

La tua attività/giornata tipo? A livello pratico, mi sono occupata di sorveglianza socio-sanitaria, ovvero, divisi in turni, noi volontari avevamo il compito di fornire assistenza in determinate zone della nave nelle quali erano accolti gli ospiti, aiutando nella distribuzione dei pasti, delle mascherine, nell’esecuzione dei tamponi, e rimanendo a disposizione per necessità di informazioni, o di richieste di assistenza sanitaria e legale. Durante questi turni, ho potuto prendere parte a momenti estremamente differenti, che mi hanno arricchita nell’animo quanto nelle mie competenze personali e professionali. Ho condiviso dei momenti di dolore nei racconti di violenze e di dolorose tradizioni; nel parlare dei genitori, figli, familiari, di cui i migranti sentono l’estrema mancanza e per i quali sono pronti a tutto pur di assicurare loro un futuro migliore. Durante qualche turno notturno ho condiviso con qualcuno gli incubi che non lasciavano dormire la notte, ascoltando racconti delle torture in Libia, o del viaggio sul barchino con il quale erano consapevoli che avrebbero potuto non arrivare a destinazione. Tutto ciò, comunque, non ha impedito di condividere anche i sogni per il futuro, sorrisi, risate, e momenti di leggerezza, nonostante a bordo non fosse facilmente possibile coinvolgere tutti gli ospiti in attività organizzate. Ho assistito a momenti di ballo, di canto, di gioco, e di preghiera nati nella loro spontaneità e genuinità. Abbiamo realizzato insieme dei mazzi di carte, e mi è stato insegnato a giocare ad un tradizionale gioco di carte. Insieme ad altri mediatori culturali, abbiamo dedicato del tempo anche all’insegnamento dell’italiano, imparando a mia volta nuove parole in lingue diverse. Altre volontarie, invece, si sono prese a cuore il gruppo di bambini a bordo, dedicandosi a preparare giochi e materiale per disegnare e colorare. Inoltre, ho avuto l’opportunità di prendere parte a colloqui tenuti tra psicologhe e ospiti, fornendo supporto linguistico; ho partecipato infine agli scambi tra gli ospiti e il personale RFL, ovvero le colleghe che si occupavano di aiutare chi nel viaggio non era più stato in grado di mettersi in contatto con la propria famiglia, facilitandone le comunicazioni.

PAGINA 11 | NEWSLETTER APRILE

Hai mai avuto paura? E’ stata un’esperienza unica, intensa, e profonda sotto l’aspetto sia fisico, che emotivo e psicologico. Ho provato quindi una miriade di emozioni, ma non ho mai avuto motivo di avere paura, anche se non posso negare di aver condiviso, segretamente, il timore per le incertezze del futuro degli ospiti, una volta terminata la quarantena a bordo.

Cosa porti nel cuore? Una storia di vita che ti ha colpito? Mi porto nel cuore i colleghi conosciuti a bordo: abbiamo formato una squadra equilibrata tra volontari, mediatori, personale sanitario e legale, rendendoci disponibili e uniti tanto nei momenti di servizio quanto nei momenti di stacco, nonostante i ritmi fossero decisamente martellanti. Per tutto il mese in cui sono stata a bordo, non ho smesso di ricevere, di imparare, di condividere. E’ inevitabile tornare a casa portandosi nel cuore le storie di chi si è incontrato, o dei momenti particolari vissuti insieme. Penso, ad esempio, a una bambina che il giorno dello sbarco, al mattino presto, è venuta a salutarmi e a regalarmi un disegno realizzato da lei. Mi ha ispirata anche la storia di una donna che si trovava a bordo e che portava in grembo una bimba. Insieme al marito erano fuggiti dal loro paese per evitare che come la madre, anche la figlia subisse le intime mutilazioni, una volta nata. Questa giovane donna era profondamente segnata dal suo passato, ma nelle sue parole ha evidenziato che l’intenzione di poter tornare un giorno nel suo paese e cambiare le cose, sensibilizzando le persone su questo tema in particolare, è un desiderio più forte di qualsiasi paura. Infine, mi hanno fatta riflettere le storie di ragazzi giovanissimi che hanno intrapreso il viaggio mossi dalla volontà di supportare le loro famiglie, spesso poverissime.Ci si trova così ad assistere persone tanto vulnerabili da un lato, perché hanno passato ogni tipo di dolore, quanto tenaci dall’altro, poiché ancora si tengono strette la voglia di ripartire, di vivere, e non solo di sopravvivere.

Partiresti ancora? Nel condividere un possibile spunto di riflessione confido che a volte mi è capitato di chiedermi la mia posizione in questo sistema, il senso di ciò che stavo facendo, poiché talvolta la quarantena a bordo delle navi si è anche trasformata in tragedia. La nave, infatti, non offriva spazi sufficienti per permetterci di organizzare attività per coinvolgere tutti gli ospiti in maniera regolare, nè disponeva di spazi aperti da poter permettere loro qualche ora d’aria. Questo, alle volte, ha portato a momenti di tensione, a sentimenti di frustrazione, sfociando talora in comportamenti esasperati. Per quanto possa sembrare allettante passare la quarantena a bordo di una nave, è sufficiente riflettere sia a livello pratico sugli spazi limitati delle cabine e degli spazi comuni, sia sulle delicate condizioni di chi viene ospitato, per valutare “l’inadeguatezza” delle navi come luogo preposto al periodo di quarantena. Nonostante questo, sono certa che mi imbarcherei di nuovo, così come hanno fatto altri volontari, perché malgrado le decisioni politiche non sempre condivisibili che vengono stabilite al di sopra di noi in ogni parte del mondo, Croce Rossa è regalare il proprio contributo, è cambiare il mondo partendo dalle piccole azioni che possiamo fare ogni giorno, è aiutare senza chiedersi chi dovremmo aiutare e dove dovremmo aiutarlo. È fare di ogni momento il tempo della gentilezza. Per concludere, in base alla mia esperienza, posso affermare che anche se non sempre riveliamo cosa ci spinge ad allontanarci dal nostro passato, ognuno di noi aspira e desidera un futuro migliore.