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pinocchio 1


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Care lettrici e cari lettori, la storia delle «Avventure di Pinocchio» è nota a tutti. Il nostro è un Pinocchio “SPECIALE’’ che, seppur privato dagli arti inferiori, ha continuato a vivere le sue avventure con tenacia e determinazione, evidenziando la caparbietà di fronte ad ogni barriera. Fortunatamente Pinocchio ha incontrato persone straordinarie in grado di aiutarlo e dargli gli strumenti utili per affrontare le tante peripezie. Una storia, questa, di difficoltà, incontri e resilienze che è riuscita a far riflettere e nello stesso tempo divertire, il tutto con la speranza e l’augurio che le avventure vissute dal burattino, possano far crescere in noi la consapevolezza che ognuno è uguale ma diverso, unico e “SPECIALE’’. (Giornata mondiale delle persone con disabilità 3 dicembre).

DALL’ ASCIA DI UN FALEGNAME È NATO UN BURATTINO CHE AVEVA TANTA FAME RINCORRERE FARFALLE DESIDERAVA MA LA SCUOLA NON GLI GARBAVA

IL POVERO GEPPETTO STAVA IN PRIGIONE PER COLPA DI PINOCCHIO, UN GRAN CAPOCCIONE

Povero Pinocchio, starà molto male, avrà tanto freddo e molta fame!

PER LA FAME POVERINO SI ADDORMENTÒ VICINO AL TEPORE DEL SUO CAMINO IL GIORNO DOPO SI SVEGLIÒ E CON I PIEDI BRUCIATI SI TROVÒ

GEPPETTO LE GAMBE NON POTRÀ PIÙ COSTRUIRE PERCHÉ LA LEGNA NON POTRÀ REPERIRE

PINOCCHIO NON POTRÀ PIÙ CAMMINARE E GEPPETTO IN COLLO LO DOVRÀ PORTARE

«VIVO QUI DA PIÙ DI CENT’ANNI» DISSE IL GRILLO PARLANTE «MA COSA DICI! QUESTA È CASA MIA! QUELLA È LA PORTA PUÒ ANDARE ANCHE VIA!» DISSE PINOCCHIO

ANCHE SE PINOCCHIO HA LE GAMBE BRUCIATE LE SUE AVVENTURE NON SONO ANCORA TERMINATE

IL POVERO GEPPETTO AL FREDDO RESTÒ PERCHÉ A PINOCCHIO L’ ABBECEDARIO COMPRÒ MA LUI A SCUOLA NON VOLEVA ANDARE PERCHÉ NON GLI PIACEVA PROPRIO STUDIARE

« PINOCCHIO… PINOCCHIO… COSÌ

TI

CHIAMI? …DIMMI ‘BELLINO’ PERCHÉ HAI INVOCATO IL MIO AIUTINO? DELLE GAMBE TU NON HAI BISOGNO, LA TUA VITA POTRÀ ESSERE UN SOGNO IO TI POSSO SOLO DARE UN CUORE GRANDE PER AMARE»

«VORREI RITORNARE COME PRIMA, MI PUOI AIUTARE FATA TURCHINA?»

LA DIVINA LUCE FIOCA DIVENTÒ IN PETTO UNA FORTE EMOZIONE, PINOCCHIO PROVÒ E, COME PER MAGIA, TROVÒ ACCANTO A SÉ DELLE STAMPELLE «GRAZIE FATINA MIA! TI PROMETTO CHE NON FARÒ PIÙ MARACHELLE»

MA LA SUA PROMESSA POCO DURÒ VENDETTE L’ABBECEDARIO E QUATTRO ZECCHINI GUADAGNÒ A SCUOLA NON ENTRÒ E CON LE STAMPELLE ANDÒ A RIDERE A CREPAPELLE NEL TEATRINO DEI BURATTINI DOVE VENNE RICONOSCIUTO DAI SUOI FRATELLINI

«OH! OH! POVERO BURATTINO! HAI PERSO LE GAMBE, VUOI UN AIUTINO?» DA UNA CAVERNOSA BOCCA UNA VOCE TUONÒ E PINOCCHIO SI SPAVENTÒ . «EHI TU, TRUFFALDINO! COSA CI FAI NEL MIO TEATRINO?»

Di me ti puoi fidare!

PINOCCHIO AL GRILLO PARLANTE NON DIEDE ASCOLTO ED INCONTRÒ GLI ASSASSINI DAL VISO DISINVOLTO, QUESTI SEGUIRONO IL BURATTINO E LO IMPICCARONO ALLA QUERCIA PER PRENDERE IL SUO BOTTINO

LA BELLA BAMBINA DAI CAPELLI TURCHINI CHIAMÒ TRE MEDICI SUOI VICINI PER SAPERE SE IL BURATTINO CHE AVEVA RACCOLTO FOSSE VIVO O MORTO. PINOCCHIO LO ZUCCHERO VOLLE MANGIARE MA RIFIUTÒ DI FARSI PURGARE ALLA VISTA DEI BECCHINI CHE LO PORTARONO VIA SI PURGÒ E DISSE UNA BUGIA E GLI CREBBE IL NASO COME PER MAGIA

PINOCCHIO STUPEFATTO INSIEME ALLA VOLPE E AL GATTO, SEMINÒ QUATTRO MONETE E DISSE: «DIVENTEREMO RICCHI!!!...NON CI CREDETE?» PINOCCHIO, DERUBATO E SENZA MONETE, NON TRASCORSE GIORNATE LIETE.

PINOCCHIO DISSE ALLA FATA TURCHINA «SONO STANCO DI ESSERE UN BURATTINO MI PUOI FAR DIVENTARE UN BRAVO RAGAZZINO?» PINOCCHIO ARRIVATO PINOCCHIO DISSE ALLA FATA TURCHINA SULL’ISOLETTA «SONO STANCO DI ESSERE DI ESSERE UN BURATTINO RIVIDE LA FATA SOLA MI PUOI FAR DIVENTARE UN BRAVO RAGAZZINO?» SOLETTA PINOCCHIO ARRIVATO SULL’ISOLETTA RIVIDE LA FATA SOLA SOLETTA.

PINOCCHIO CON IL SUO AMICO LUCIGNOLO SCAPPÒ, E UNA PENITENZA AD ASPETTARLO TROVÒ. DIVENTÒ UN ASINELLO , A FURIA DI FARE IL VAGABONDELLO.

INIZIA A RAGLIARE E LE ORECCHIE LO FANNO IMBARAZZARE

PINOCCHIO FU VENDUTO AD UN SIGNORE SCONOSCIUTO IL DIRETTORE DI UN CIRCO ERA E GLI DIEDE FRUSTATE DALLA MATTINA ALLA SERA PERCHÉ PINOCCHIO NON RIUSCIVA A SALTARE E ALLORA CERCÒ QUALCUNO CHE LO VOLESSE COMPRARE

PER VENTI SOLDI UN SIGNORE LO ACQUISTÒ PENSANDO… «CON LA SUA PELLE UN BEL TAMBURO CI FARÒ!» LO PORTÒ VICINO AL MARE PER FARLO ANNEGARE

PINOCCHIO VENNE GETTATO IN MARE ED INTORNO A LUI C’ERANO DEI PESCI CHE LO VOLEVANO MANGIARE,

PERÒ COME PER MAGIA IL SUO ASPETTO RIAPPARE, MENTRE NUOTAVA PER USCIRE VIDE UN PESCECANE CHE LO VOLEVA INGHIOTTIRE.

IL PESCE, PINOCCHIO MANGIÒ. Il BURATTINO IN FONDO AL BUIO IL SUO BABBO TROVÒ E INSIEME A LUI SCAPPÒ